Gli unici aspetti certi sono due. Primo: il servizio sarà disponibile entro la fine dell'anno. Secondo: Google si è ispirata a Apple e ai suoi negozi digitali (iTunes e App Store).
Già, perché nella visione di Brin e Page le news si acquisteranno come oggi compriamo musica e app. Senza cioè pensarci troppo e con pochi clic. Prima di comprare una notizia a pagamento, infatti, ci si dovrà registrare e fornire il numero della carta di credito (o simile). In questo modo quando troveremo sul motore di ricerca delle news non gratuite basterà cliccare, dare un paio di autorizzazioni e dal nostro conto sarà scalato il prezzo dell'articolo.
Un sistema che si scontra con molti modelli che finora hanno previsto degli abbonamenti e un accesso illimitato anziché micropagamenti per un singolo articolo. Quale modello si affermerà? Difficile prevederlo ora. Quello che è certo è che Google è in cerca di (nuovi) modelli di business. Forse perché il suo advertising non è più così promettente. O forse per la rapida crescita di concorrenti (vedi Facebook o Bing) che potrebbero minare il suo titolo di gigante del Web.
Fonte: Wired